Cataratta: un problema solo dell'occhio o di tutto il sistema?

La cataratta viene quasi sempre considerata un evento inevitabile: un processo legato all'età e all'invecchiamento dei tessuti.

In parte è vero. Ma c’è una domanda che non viene quasi mai posta:

Cosa accade meccanicamente nel corpo prima che il cristallino inizi a perdere trasparenza?

 

La cataratta non inizia nell'occhio, ma nel suo ambiente

Quando la cataratta diventa visibile, il processo è spesso in corso da anni. Non è un evento improvviso, ma il risultato di un cambiamento progressivo nell’ambiente interno dell’occhio.

Il punto chiave non è il "pezzo rotto", ma il modo in cui il cristallino riceve nutrimento e scambia sostanze. Poiché il cristallino non ha vasi sanguigni diretti, la sua trasparenza dipende totalmente dal ricambio dei liquidi che lo circondano.

È come un acquario: se il filtro funziona, l'acqua è limpida. Se il filtro rallenta, l'acqua diventa torbida.

 

Il ruolo dello Sfenoide: la "pompa" del benessere oculare

Perché il "filtro" dell'occhio funzioni, il sangue venoso deve poter defluire liberamente. Questo passaggio avviene in un punto critico: il seno cavernoso, che si trova proprio ai lati dell'osso sfenoide, nel cuore del cranio.

Se lo sfenoide perde la sua micro-mobilità o subisce delle compressioni, si crea un vero e proprio "ingorgo":

  • Il sangue venoso fatica a uscire dall'occhio.

  • Si accumulano scorie metaboliche e stress ossidativo.

  • Il cristallino, immerso in un ambiente meno pulito, inizia a opacizzarsi.

 

Perché lo Sfenoide si blocca? Le connessioni profonde

Non è solo una questione di "occhi". Lo sfenoide è il perno centrale collegato a tutto il corpo attraverso catene fasciali che risalgono dal basso:

  • Tensioni viscerali e interventi chirurgici: Le viscere sono letteralmente "appese" alla base dello sfenoide e dell'occipite. Un intervento chirurgico alla gola, al torace o all'addome (anche anni prima) può creare trazioni fasciali che risalgono fino al cranio, alterando l'equilibrio dello sfenoide e frenando il drenaggio dell'occhio.

  • Traumi diretti alla testa o Ictus: Questi eventi possono provocare un blocco meccanico importante dello sfenoide o alterare il controllo neurologico della circolazione cranica, accelerando i processi degenerativi del cristallino.

  • Squilibri della struttura cranica: Tensioni profonde che forzano le ossa del cranio in posizioni di adattamento, rendendo il lavoro dei nervi e dei vasi sanguigni molto più faticoso.

 

Oltre l'intervento chirurgico: pulire l'ambiente

L'intervento chirurgico sostituisce la lente opaca ed è fondamentale quando la vista è compromessa. Tuttavia, cambiare la "lente" non significa necessariamente aver rimosso la trazione fasciale o il blocco venoso che ha causato il problema.

Lavorare sulla mobilità dello sfenoide e sulle catene fasciali significa agire sul terreno. Significa liberare le vie di drenaggio affinché il nuovo cristallino artificiale (o quello naturale, se siamo in fase preventiva) possa trovarsi in un ambiente sano, fluido e pulito.

 

Cosa facciamo con l'Approccio Integrato?

L'obiettivo del mio lavoro è ripristinare la corretta dinamica del sistema per:

  1. Liberare lo sfenoide: Migliorare la mobilità dell'osso chiave per il drenaggio venoso oculare.

  2. Decongestionare il seno cavernoso: Facilitare il deflusso dei liquidi per ridurre l'accumulo di scorie nei tessuti.

  3. Riequilibrare le catene fasciali: Lavorare sulle tensioni che risalgono dal corpo e che "tirano" la base del cranio.

 

Quando ha senso ampliare lo sguardo?

Integrare un'analisi globale del sistema è una scelta intelligente in diversi casi:

  • Se la vista peggiora rapidamente: e senti che il solo supporto oculistico non basta a fermare il processo.

  • Dopo un trauma importante: se hai notato un calo visivo significativo in seguito a incidenti o colpi alla testa.

  • Dopo l'intervento chirurgico: per dare al nuovo cristallino un ambiente pulito e prevenire complicazioni o recidive nel tempo.

  • Se vuoi una prevenzione reale: e desideri che i tuoi occhi siano supportati dal corretto funzionamento di tutto il sistema corpo.

Non aspettare che il "vetro" diventi opaco. Libera il sistema che lo tiene pulito.

Articolo a cura di Dina Kildeeva, esperta in tecniche olistiche e riequilibrio posturale (Libera professione ai sensi della Legge 4/2013).

Avanti
Avanti

Strabismo, nistagmo e visione doppia: e se il problema non fosse negli occhi?